venerdì 18 dicembre 2015
GIOVANI AFRICANI A BAGNO...PER UN TELEFONINO
«Un po' a destra... un po' a sinistra... più in là». Le indicazioni le dava il giovane, in giacca rossa, che stava sopra il ponte del canale della Fossetta, vicino a Ridotto Madonna. E chi lo ascoltava erano altri due ragazzi che, dopo essersi messi in mutande, erano scesi in acqua e tentavano di raccattare qualcosa sotto la superficie. Sulla riva qualche loro amico rideva e ha applaudito quando i due hanno recuperato quello che stavano cercando. E il fatto curioso era che si trattava di un gruppetto di ragazzi di colore: degli africani che mai ci aspetteremmo di veder scendere nell'acqua gelida di questo dicembre per recuperare... cosa? Un telefonino, si è poi capito, quando sono tornati a riva. Un cellulare che uno di loro aveva perso, forse dalla tasca di un giubbotto, passando sul ponte soprastante e a cui, probabilmente, non voleva rinunciare. Non sappiamo se il suo problema erano i soldi per comprarne un altro o la rubrica dei contatti difficile da ricostruire. Di sicuro i due ragazzi hanno fatto qualcosa di poco salutare, in questa stagione. Speriamo che non si siano presi un accidente e che il rischio corso sia servito a recuperare il telefono, e i suoi contenuti, prima che l'acqua lo danneggiasse del tutto.
mercoledì 2 dicembre 2015
ESERCITAZIONE ANTIQUINAMENTO " POLLEX 2015 "
Nella mattinata odierna nel tratto di mare antistante la spiaggia di
Sottomarina è stata effettuata l’esercitazione periodica
antinquinamento.
E’ stato simulato un inquinamento da idrocarburi, avvistato da una
nave in rotta verso il porto di Chioggia che informava di conseguenza
la Sala Operativa della Capitaneria di Porto. Scattato l’allarme la Sala
Operativa dirottava in zona la motovedetta CP 718 che confermava la
presenza di una chiazza di idrocarburi avente una estensione di circa
un miglio con propagazione verso la costa.
Come previsto dalle norme in vigore ed una volta autorizzati
all’impiego dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e
del Mare , venivano subito messi a disposizione per fronteggiare
l’evento i mezzi disinquinanti della Società CASTALIA ECOLMAR
tra cui l’ECOLAGUNA 4FZ dislocato nel porto di Chioggia e dotato
di particolari attrezzature. Giunto sul posto il personale del
ECOLAGUNA in coordinamento con il Centro di Comando e
Controllo convocato presso la Capitaneria di Porto iniziava le
operazioni di disinquinamento. In particolare procedeva con
dispiegamento di panne galleggianti, utilizzo di skimmer oil nonché
irrorazione tramite bracci con spruzzi nebulizzatori di disperdente di
terza generazione ( nell’occasione solo simulato con spruzzi di acqua
di mare).
L’esercitazione ha dimostrato la pronta reazione del
dispositivo antinquinamento di Chioggia. La Sala Operativa della
capitaneria di porto ha coinvolto anche il dispositivo di Protezione
Civile Locale, in quanto è stato ipotizzato lo spiaggiamento
dell’inquinamento e la necessità di bonifica della spiaggia.
Come previsto dalle norme in vigore ed una volta autorizzati
all’impiego dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e
del Mare , venivano subito messi a disposizione per fronteggiare
l’evento i mezzi disinquinanti della Società CASTALIA ECOLMAR
tra cui l’ECOLAGUNA 4FZ dislocato nel porto di Chioggia e dotato
di particolari attrezzature. Giunto sul posto il personale del
ECOLAGUNA in coordinamento con il Centro di Comando e
Controllo convocato presso la Capitaneria di Porto iniziava le
operazioni di disinquinamento. In particolare procedeva con
dispiegamento di panne galleggianti, utilizzo di skimmer oil nonché
irrorazione tramite bracci con spruzzi nebulizzatori di disperdente di
terza generazione ( nell’occasione solo simulato con spruzzi di acqua
di mare).
L’esercitazione ha dimostrato la pronta reazione del
dispositivo antinquinamento di Chioggia. La Sala Operativa della
capitaneria di porto ha coinvolto anche il dispositivo di Protezione
Civile Locale, in quanto è stato ipotizzato lo spiaggiamento
dell’inquinamento e la necessità di bonifica della spiaggia.
lunedì 23 novembre 2015
IL FEGATO " GRASSO " NEI DIABETICI MOLTIPLICA IL RISCHIO DI TUMORI E COMPLICANZE VASCOLARI
Il fegato “grasso” non alcolico nei diabetici moltiplica il rischio di tumori e complicanze cardiovascolari
Uno studio chioggiotto utilizza un indice per individuare, senza esami diagnostici strumentali, chi è affetto da steatosi epatica non alcolica
Il fegato “grasso” nei diabetici aumenta di due-tre volte il rischio di ammalarsi di epatocarcinoma. Non solo: la steatosi epatica nei diabetici aumenta il rischio di imbattersi anche in altre forme di tumore e avere problemi al sistema cardiovascolare. Questo accumulo di grasso a livello di fegato, non dovuto all'alcol, è abbastanza diffuso nella popolazione generale (20-30%) e ancora di più nei diabetici (45-75%). Recentemente, uno studio eseguito dall’équipe del reparto di Medicina e del Servizio di Diabetologia di Chioggia, diretti dal dottor Angelo Boscolo Bariga, in collaborazione con il Servizio di Gastroenterologia dell’Ospedale San’Antonio di Padova, ha permesso di individuare, senza esami strumentali, quali le ecografie, un indice (Free Faty Liver:FLI), frutto del calcolo di alcuni parametri comunemente valutati nei pazienti diabetici come l'indice di massa corporea, la circonferenza addominale, i trigliceridi, e la gammaGT che indica la salute del proprio fegato. Grazie s questo FLI si potrà stabilire chi è più a rischio di avere una steatosi epatica. Sulla comparsa di questa patologia influiscono lo stile di vita (sedentarietà), se si mangia troppo e male (obesità) e l’età (oltre i 50 anni) e anche altre malattie. Il calcolo del FLI permetterà di stilare un registro di persone maggiormente a rischio, per poterle monitorare più adeguatamente. Lo studio è stato eseguito, tra fine 2014 e primi mesi del 2015, su 2004 pazienti diabetici che sono stati seguiti dal Servizio di Diabetologia dell’Ulss 14 in una decina di anni. “Se il FLI è superiore a 60 – ha spiegato Bariga – significa che quel paziente ha l’85% di probabilità di avere una steatosi epatica, se invece è inferiore a 30 ha l’86% di probabilità di non averla”. “Analizzando un campione di pazienti diabetici tipo 2 di Chioggia – ha continuato il primario di Medicina – abbiamo scoperto che circa 300 di loro hanno un’alta probabilità di avere la steatosi epatica. Questi stessi soggetti con controllo glicemico peggiore hanno una prevalenza maggiore di tumori e di eventi cardiovascolari anche se sono più giovani e hanno una durata inferiore del diabete. Queste persone, da oggi le conosciamo, e pertanto sono maggiormente controllate dai nostri servizi”. “Un grazie a tutti coloro che hanno dato il loro contributo a questo importante progetto di studio – ha commentato il direttore generale dell’Ulss 14 di Chioggia Giuseppe Dal Ben – è professionalmente emozionante constatare come i nostri medici svolgano un egregio lavoro nelle acuzie come nella prevenzione. Studi come questo vanno nella direzione giusta, cioè quella di “confezionare” a ciascuno la giusta cura, la cura di cui ha davvero bisogno”.
martedì 17 novembre 2015
VERRA' DEMOLITO IL PONTILE SUL CANALE DELLA CAVA
Il pontile galleggiante sul canale della Cava verrà presto demolito, la struttura era un’opera provvisoria messa in uso durante i lavori sul Perotolo ( inaugurato nell’ormai lontano dicembre 2011 ) per dare la possibilità ai diportisti e ai pescatori di poter trovare una sistemazione per le proprie imbarcazioni.
In seguito i pontili, sono due pennelli, sono stati utilizzati praticamente da tutti quelli che avevano necessità di trovare un posto barca gratuito.
Dagli uffici del magistrato trafila la necessità di demolire un’opera ormai fatiscente che non può essere manutenzionata per ovvi motivi: la finalità provvisoria e il costo impraticabile, costerebbe meno metterli nuovi.
In tanti hanno segnalato il pericolo per la navigazione e quindi, teoricamente, dalla prossima settimana dovrebbe essere pubblicata l’ordinanza di demolizione e verrà tolto l’accesso ai pontili.
Nel secondo pontile, in stato migliore, in tanti hanno trovato collocazione c’è anche una persona che in realtà ci vive tutto l’anno all’interno di un cabinatino, la notizia della prossima demolizione non lo farà certo contento.
video d'archivio, l'inaugurazione del Perotolo nel lontano dicembre 2011
mercoledì 11 novembre 2015
GLI ARTIGIANI REGALANO UN LEGO-ROBOT ALLA BRUNO MADERNA
Michele Siviero presidente degli artigiani
“L’associazione artigiani, di cui quest’anno ricorre il 70° della fondazione, con questo gesto ha voluto dimostrare di essere vicina, com’è nella sua tradizione, all'universo della scuola – spiega Cinzio Gibin, referente del progetto Galileo - Il saper fare, connubio di manualità, operatività e pensiero, è una caratteristica del mondo artigiano. Lo scienziato Galileo, a cui il progetto si richiama, è rappresentativo di questa impostazione. Pertanto, per gli alunni della Maderna, l’incontro con il presidente Siviero diventa l’inizio di un’esperienza fortemente educativa”.
Progetto Galileo è un laboratorio didattico dove nell’attività pratico-operativa e concettuale si incontrano le varie discipline della scuola media: storia e geografia, scienza, matematica e tecnica, italiano, arte e musica. Al valore didattico si affianca quello culturale perché nel suo ambito vengono trattati temi legati al passato ma con ricadute nel presente, argomenti inerenti al territorio ma in relazione con il sovralocale.
Attraverso Progetto Galileo si intende mostrare il valore culturale della scienza, ossia la sua capacità di conoscere e di influenzare la società.
mercoledì 4 novembre 2015
IL COMPENDIO DI SAN FELICE INSERITO NELLE OPERE DI COMPENSAZIONE DEL MOSE
Il compendio di San Felice, inserito tra le opere di compensazione del Mose. E' la richiesta che il sindaco Giuseppe Casson formalizzerà a breve al Provveditorato Interregionale per le Opere Pubbliche di Veneto Trentino Alto Adige Friuli Venezia Giulia (ex MAV – Magistrato alle Acque di Venezia) per recuperare un bene di inestimabile valore ad oggi nel completo degrado. La proposta è stata discussa ieri nel corso di un sopralluogo a San Felice del soprintendente alle belle arti e al paesaggio per Venezia e laguna, Emanuela Carpani, che con il suo staff ha voluto verificare di persona lo stato di conservazione dell'immobile e discutere con il sindaco e l'assessore alla cultura, Alessandra Lionello, le possibilità di restauro e di gestione del complesso.
giovedì 8 ottobre 2015
OLTRE UN ANNO CHE ASPETTIAMO L'ALLACCIAMENTO DA ITALGAS
Da oltre un anno alcune famiglie che risiedono in una palazzina restaurata da poco a San Felice non riescono ad avere l’allacciamento del gas con il gestore Italgas.
“ La palazzina è abitata da tre famiglie, di cui una che risiede stabilmente, le altre due come seconda abitazione - riferisce Paola Saccoman, amministratrice della societa San felice srl - è oltre un anno che non ne veniamo fuori, siamo in contatto con il numero verde di Eni Gas che però scarica su Itlagas che è il gestore unico della rete con il quale è praticamente impossibile contattare telefonicamente, si può comunicare solo con raccomandata “.
In effetti sul sito di itlagas a parte una sfilza di comunicazioni istituzionali sembra non esserci un numero di telefono preciso o un link dive richiedere assistenza.
Una delle famiglie ha un bimbo di pochi mesi e l’inverno è alle porte, non è la prima volta che qualche famiglia si trova a dover aspettare molti mesi prima di ottenere l’agognato allacciamento, riusciranno i nostri eroi?
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